Il paradigma di internet delle cose e la visione urbanocentrica delle smart city

 L’interesse per le smart city è motivato dalla crescente urbanizzazione. I flussi migratori stanno concentrando la popolazione mondiale in aree fortemente urbanizzate. Le tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni permettono di riprogettare le città per sostenere questo cambiamento demografico. Il concetto di smart city definisce questo nuovo processo di progettazione delle città. Il paradigma dell’internet delle cose (oggetti e luoghi concreti) è la struttura  portante dello sviluppo delle smart city. Questo approccio ruota intorno all’idea che le città sono il centro dell’economia e che per esserlo hanno necessità di intelligenza e, quindi, di persone. Le persone hanno bisogni e le città, viste come sistemi di sistemi, possono soddisfarli. Il concetto di smart city è un modo per attuare questa visione urbanocentrica.

Vedere le aree rurali come spazi smart 

Ma il rapido ritmo dell’urbanizzazione è inevitabile e desiderabile? Perché non rendere le aree rurali più attrattive in termini di qualità della vita, innovazione e opportunità? Le aree rurali e periferiche sono spazi con specifiche caratteristiche, molte delle quali non valorizzate  perché non vi è stato un sufficiente impegno su di esse. L’internet delle cose può reinterpretare questi spazi, trasformarli in spazi smart, rendendoli attrattivi e vitali per l’economia e la società.

L’agricoltura smart, un’opportunità economica e una leva dello sviluppo delle aree rurali

I produttori di macchine agricole, come John Deere, CNH-Global, CLAAS, AGCO e altri operano da un po’ di tempo sull’agricoltura di precisione. L’obiettivo principale è aumentare la produzione di cibo e ridurre l’uso di energia. I loro macchinari diventano più intelligenti, equipaggiati con sensori che acquisiscono dati sugli appezzamenti di terra e sulle colture. I dati affluiscono a sistemi di gestione delle informazioni, conosciuti anche come sistemi agricoli di gestione dell’informazione per ottimizzare le operazioni. Essi rappresentano assemblaggi realmente intelligenti e connessi. Queste novità si applicano anche in appezzamenti di terreno di piccole dimensioni, come i vigneti, dove reti di sensori controllano i grappoli, mandano dati al sistema di gestione delle informazioni e permettono di ottimizzare le operazioni colturali e di migliorare la qualità. Cose analoghe avvengono nell’allevamento e nell’itticoltura. L’agricoltura, a prescindere dalle tipologie e dalle dimensioni, sta adottando la visione IoT (internet degli oggetti), in cui l’appezzamento di terra è uno spazio in cui i dati sono utilizzati per ottimizzare i processi e per creare nuovi servizi. Queste attività sono integrate con le industrie di trasformazione, che hanno adottato anch’esse la tecnologia IoT. La visione IoT si può espandere in molte attività delle aree rurali. Le tecnologie possono essere utilizzate nel turismo, nell’artigianato, nei servizi sociali e sanitari, nell’industria culturale. Le tecnologie possono connettere le aree urbane con quelle rurali, creando uncontinuum di opportunità. Si tratta di promuovere tutti questi strumenti, coinvolgendo vari settori, dagli operatori di reti mobili ai fornitori di tecnologie dei sensori, ai fornitori specializzati di tecnologie M2M. Se questo avverrà, usando modelli open data, nelle aree rurali potranno crescere gli ecosistemi di start-up.

Verso spazi vitali smart

Ci sono progetti che vanno in questa direzione, nel mondo.  L’agricoltura smart, in particolare, sta ottenendo molta attenzione. Senza cibo le smart city non hanno senso.  E le città non potranno mai essere autosufficienti nella produzione di cibo. Una visione più olistica delle aree rurali, che le veda interamente come spazio per l’IoT,  non è ancora diffusa. L’agricoltura smart potrà ampliarsi più rapidamente se coinvolgeremo le popolazioni delle aree rurali e, in particolare, le nuove generazioni. L’attività agricola potrà rappresentare una professione attrattiva e innovativa? Questo si potrà verificare se l’idea di vivere in campagna verrà percepita come un modo altrettanto attraente dell’idea di vivere in città da diversi punti di vista. Quindi, realizzare aree rurali smart dovrebbe essere un obiettivo altrettanto rilevante di quello che riguarda le smart city. Piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulle smart city, la politica e l’economia dovrebbero pensare a un approccio più equilibrato verso spazi vitali smart, che si estendano dalle città ai borghi rurali.

L’analisi di Beecham Research  sull’agricoltura smart e le aree rurali smart

Dal 2011 Beecham Research si occupa di tecnologie M2M (macchina a macchina) in agricoltura. Questa ricerca continua con la forte convinzione che l’agricoltura smart, nonostante sia ancora in una fase iniziale, rappresenta un’opportunità importante per lo sviluppo dell’IoT.

Saverio Romeo Principal Analyst

Beecham Research, Ltd.

Link http://www.beechamresearch.com/news.aspx?id=79

(Traduzione di Massimo Leone)

 

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