Mi sono emozionata, lo confesso, quando ho visto lo sguardo e il sorriso, di quelli che non riesci a trattenere, di Samantha Cristoforetti al suo ingresso nella stazione spaziale internazionale. Volava nello spazio, vi rendete conto? Volava nel futuro, volava nei suoi sogni di bambina. Tre parole bellissime: spazio, sogni e futuro; tre parole che oggi ci servono molto, che conviene ricordare, che conviene pensare; tre parole che in questo periodo ho visto anche avere un senso se ripenso allo spazio gremito di una piazza, il 17 ottobre, dove i sogni e la speranza di un futuro giusto hanno cominciato a realizzarsi. Sì, proprio lì, a Matera; dove tanti cuori battevano all’impazzata e tutti allo stesso ritmo, per liberarsi poi in un urlo di gioia alla proclamazione di Matera Capitale della Cultura 2019. Siiiii!

Tutti abbiamo sogni e percorriamo con la nostra mente spazi infiniti, con la speranza di realizzare il nostro futuro; a volte ci riesce a volte no, ma nonostante le tante difficoltà di un periodo storico difficile, guardare i cartoni animati con i tuoi figli e sentire “Volerò sulle ali del mondo, nel cielo infinito volerò, resterò per sempre bambino, è questo il destino che incontrerò. Volerò tra sogno e reale e mi farò male quando cadrò, ma tu, poi, mi resterai accanto, nel riso e nel pianto, e mi rialzerò” (“Sulle ali del mondo” sigla del cartone animato “Le nuove avventure di Peter Pan”), ti sprona a dare l’esempio del sogno e una speranza nel futuro. In un’isola che non c’è? no, perchè come dice Edoardo Bennato , ”non è un’invenzione e neanche un gioco di parole se ci credi ti basta perché poi la strada la trovi da te“.

Tutto cambia, niente è immanente e tanto meno il futuro è prevedibile, ma immaginatevi bambini, o anche adulti che quando state in macchina invece di guardare avanti guardate in alto, perchè quel cielo con tutte quelle stelle vi ha sempre ammaliato, ha portato il vostro pensiero lontano, come in un passo di ballo, leggero, musicale, chiedendovi come sarebbe stare lì, guardare tutto da lì su (senza essere morti!); insomma, vedere qualcuno che è riuscito ad arrivare lassù mi convince che a volte il futuro è nelle nostre mani, nei nostri sogni. E allora immagino anche di incontrare tanti esseri extraterrestri (che poi già sulla terra abbondano!) e vado ad abitare per qualche giorno a casa loro, – vado a BTO2014 – ma alla fine spesso li considero un po’ tali e tale mi considero un po’ anche io; un popolo del web, extraterrestre, un popolo che vuole fare, che parte dal basso ma anche dall’alto, da ovunque, da casa propria, da un autobus o dal bagno, per dire che c’è la voglia e la volontà di pensare ad un futuro in uno spazio digitale che esiste per aiutarci, che oggi è arrivato all’internet delle cose per essere utile a noi e dare opportunità e fiducia in un futuro diverso. Ma sembrano appunto degli extraterrestri su un pianeta che stenta a ripartire. “Ma non darti per vinto perché chi ci ha già rinunciato e ti ride alle spalle forse è ancora più pazzo di te

Forse dovremmo tutti fermarci a guardare meglio il colore del sole per dire che è meraviglioso, come dice Samantha Cristoforetti, e sognare in un nuovo “spazio” il nostro futuro.

 

Annalisa Romeo

 

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